Arte Terapia al Dipartimento di Neuroscienze, riabilitazione, oftalmologia, genetica e scienze materno infantili Università di Genova

Arteterapia, il metodo che coadiuva il percorso riabilitativo

Sedersi intorno a un grande tavolo e utilizzare il linguaggio delle immagini come tramite nella relazione tra il paziente e il mondo che lo circonda.

Questo lo strumento fondamentale in Arteterapia, metodo che coadiuva il percorso riabilitativo, finalizzato ad agevolare, dopo la fase di cura, il mantenimento dei progressi raggiunti dalla persona e a stabilizzarne l’avvenuta guarigione.

Lavorare con la parte sana del paziente o, quantomeno, con quella meno compromessa, incrementando l’autostima e agevolando l’interrelazione con gli altri e con il mondo esterno, per arrivare a una miglior consapevolezza di sé.

Ogni mattina, nel reparto uomini dell’Unità Operativa Clinica Psichiatrica dell’Istituto, diretta da Mario Amore, si svolge un incontro di Arteterapia, a cui partecipano, sia spontaneamente che su invito dei Medici, degenti che già hanno posto in essere il percorso di cura.

In un locale dotato del materiale artistico necessario e di un lettore CD che propaga musica di sottofondo, i pazienti hanno a disposizione circa un’ora e mezza per realizzare i propri lavori, interagendo tra loro e con un’infermiera dedicata, in possesso di formazione specifica, che guida e coordina la seduta.

Un momento rivolto alla persona, il cui scopo non è fare a gara, con altri o con sé stessi, nel produrre belle immagini, ma fermare i pensieri e mantener calma, per quanto possibile, la mente.

L’idea, maturata nell’ambito di una visione più ampia del concetto generale di cura, è nata dallo stesso Direttore della struttura ed è stata rafforzata dal supporto del Coordinatore Infermieristico e da tutto il personale, oltre che, occasionalmente, da figure professionali in formazione come tecnici della riabilitazione psichiatrica e psicologi.

Una sinergia che permette di offrire ai pazienti una positiva presa in carico, una migliore accoglienza e importanti momenti di ascolto e di cura.

infantile …. adulto…

Il bambino non è in grado , strutturalmente, di capire e realizzare la presa di distanza dalle situazioni esterne  che sono determinate arbitrariamente dalla vita. Per cui noi consideriamo infantile una persona che sia costantemente condizionata dai fatti esterni. La dimensione infantile si riconosce dalla velocità delle risposta allo stimolo, intendo quest’ultimo nel senso più ampio. Quanto più rapida è la reazione, quanto minore è la durata della mediazione tra ciò che proviene dall’esterno e la nostra risposta, tanto più ci comportiamo secondo un modulo tipicamente primitivo.  Il comportamento dell’adulto, invece, si caratterizza proprio per il tempo di elaborazione necessario per agire adeguatamente e non limitarsi a reagire. Tutto questo è frutto di un lavoro personale tesa ad affrontare il mondo esterno e le parti inconsce della psiche per creare una nuova struttura psicologica, che in psicologia chiamiamo “Sé”: ossia la dimensione psicologica più elevata , che contiene non solo gli aspetti consapevoli della nostra esistenza ma anche quelli inconsci.

 

(Carotenuto A.)

 

psicologa a bologna gabriella castagnoli