FRATTALI

La natura produce molti esempi di forme molto simili ai frattali. Ad esempio in un albero, soprattutto nell’abete, ogni ramo è approssimativamente simile all’intero albero e ogni rametto è a sua volta simile al proprio ramo e così via; è anche possibile notare fenomeni di auto-similarità nella forma di una costa: con immagini riprese da satellite man mano sempre più grandi si può notare che la struttura generale di golfi più o meno dentellati mostra molte componenti che, se non identiche all’originale, gli assomigliano comunque molto. Frattali sono presenti anche nel profilo geomorfologico delle montagne, nelle nubi, nei cristalli di ghiaccio, in alcune foglie e fiori. Secondo Mandelbrot, le relazioni fra frattali e natura sono più profonde di quanto si creda.

«Si ritiene che in qualche modo i frattali abbiano delle corrispondenze con la struttura della mente umana, è per questo che la gente li trova così familiari. Questa familiarità è ancora un mistero e più si approfondisce l’argomento più il mistero aumenta»
(Benoît Mandelbrot)

La lettura :leggere per sintesi successive

È un modo di leggere, facendo passaggi rapidi sui testi, approssimazioni o sintesi successive.
Con questo tipo di lettura si parte da un iniziale contenuto e ci si crea uno schema logico, un quadro mentale, relativamente a quello specifico tipo di testo.
Questo schema o quadro mentale crea una motivazione interna, per cui si cercano nella lettura le differenze con quanto pensato o atteso rispetto all’obiettivo che il lettore si è dato in rapporto a quella specifica lettura e alle aspettative che ha verso la stessa.
Conseguentemente il lettore sceglie il suo modo per leggere e mette in atto la sua programmazione in modo attivo e deliberato.

Mnemotecniche: i loci di Cicerone

Codificato da Cicerone, che con questo metodo riusciva a memorizzare molte informazioni nuove, collegando ognuna di esse a un luogo o un elemento di un percorso perfettamente noto.
Pensate, ad esempio, al percorso che fate ogni giorno per andare da casa in ufficio o a scuola .
Scoprirete con quale facilità sia possibile visualizzare in ordine tantissimi loci abituali. La tecnica consiste nell’associare le cose da ricordare a questi luoghi, per poter richiamare in perfetto ordine l’intera sequenza di informazioni.

ADOLESCENTI IN QUARANTENA: la scuola….

Dopo aver visto come responsabilizzare e  incentivare la riflessione , parliamo della scuola.

La scuola ha il compito di educare e valutare i risultati di apprendimento ottenuti. Molti ragazzi oggi colgono le valutazioni come valutazioni della propria persona e rischiano di andare in crisi. Dobbiamo chiederci perché?

Le figure educative, genitori e insegnanti, hanno il compito di evitare l’identificazione del valore personale con il voto in pagella.

Gli errori sono un’opportunità per apprendere e migliorare. La valorizzazione degli errori come momenti di verifica della propria preparazione e opportunità di miglioramento è un compito che spetta agli adulti .Poter fallire e ritentare consente ai ragazzi di acquisire consapevolezza delle proprie capacità e fiducia in sé.

Non è utile che gli adulti di riferimento ( genitori, insegnanti e educatori ) si sostituiscano ai ragazzi/e per evitare loro di sbagliare. Per aiutare lo sviluppo dell’autostima si può :

aiutarli ad a imparare strumenti come ad esempio un buon metodo di studio

organizzare il loro tempo in modo che ci sia spazio per studio e attività di divertimento

educarli all’errore come momento di apprendimento

aiutarli a sentire la frustrazione e tollerarla.

adolescenti arte terapia gabriella castagnoli

ADOLESCENTI IN QUARANTENA:SOSTENERE L’AUTOSTIMA

E’ dentro le relazioni che si costruiscono nei primi anni di vita che l’autostima inizia a formarsi o meno. Per autostima intendiamo valore che ogni individuo attribuisce a sé stesso.

L’autostima si costruisce giorno dopo giorno, passo dopo passo attraverso continui feed back e interazioni che le persone che ci stanno intorno ci forniscono e dunque noi come adulti forniamo a bambini ed adolescenti .

Se le esperienze che bambini e adolescenti sperimentano durante la crescita sono  efficaci,  cioè di capaci di produrre l’effetto e i risultati voluti , la loro autostima incomincia a formarsi e a crescere. Il sistema familiare ( genitori, i fratelli, i nonni, i parenti , il gruppo dei pari e gli insegnanti) contribuiscono all’idea che bambini ed adolescenti hanno di sé stessi.

Possiamo indicare I fattori che contribuiscono allo sviluppo e mantenimento di una buona autostima nei bambini ed adolescenti :

  1. la percezione di essere riusciti in qualcosa .
  2. L’autoefficacia, ovvero la percezione di sentirsi competenti e capaci di fare.
  3. L’ apprezzamento da parte del gruppo dei pari e delle persone significative.
  4. La sensazione che deriva dalla realizzazione delle proprie potenzialità.

Per gli adolescenti il gruppo dei pari ( compagni di scuola e amici) assume particolare importanza anche ai fini dell’autostima anche se i genitori e gli insegnanti ricoprono comunque un ruolo di primo piano.

Cosa possono fare dunque genitori ed insegnanti per migliorare il senso di autostima degli adolescenti?

  • Responsabilizzarli

    Cosa significa responsabilizzare? Aiutare i ragazzi/e a ad assumersi e accettare le conseguenze delle proprie azioni, dei propri comportamenti, delle proprie emozioni e dei propri pensieri,  positive/piacevoli o negative / spiacevoli.

Gli adulti (insegnanti e genitori) devono abbassare il controllo sui ragazzi/e permettendo loro   non solo di sentirsi capaci ed utili, ma anche di sperimentare la percezione di autoefficacia.

Potrebbe essere utile in questo periodo di quarantena da COVID19 che genitori ed insegnanti li coinvolgano , a seconda degli interessi individuali e specifici di ognuno/a, in attività che riguardino la casa o la scuola.

  • Ad esempio: 1)chiedere di ricevere un aiuto per gli aspetti tecnologici e digitali, in cui tra l’altro sono molto capaci 2) farsi aiutare nella riorganizzazione degli spazi 3) farsi aiutare nella pulizia degli ambienti 4) coinvolgerli/epreparazione dei pasti.

Rimane centrale ascoltare gli adolescenti e sentite le loro proposte che vi potranno aiutare in molti modi e contemporaneamente permetterete loro di sentirsi importanti, utili ed efficaci.
adolescenti arte terapia gabriella castagnoli

ANSIA e PRESTAZIONE

LIVELLO ANSIA E PRESTAZIONE
Ansia e  Prestazione

 

L’ansia non va demonizzata come spesso accade .

Un livello medio di ansia ci può aiutare, anzi è correlato al picco di prestazione cioè al momento in cui io do il meglio.

Vi invito a guardare questo semplicissimo grafico.

 

Bambini a casa: e i compiti “digitali”?

Le restrizioni dettate dal Coronavirus impongono ai bambini/e non solo di restare tra le mura domestiche , ma anche di fare scuola da casa. La scuola a sua volta si sta dotando e sta sperimentando il modo migliore per preparare i bambini/e attraverso video lezioni e supporti  . Siamo in un periodo di sperimentazione e fare errori , riprove ed errori fino a trovare la formula giusta è normale. Inoltre non tutti i bambini/e  hanno la stessa capacità di attenzione e concentrazione.

Poli Lab Kids è un progetto del Politecnico di Milano, realizzato da HOC-LAB del Dipartimento di Elettronica  a cui le scuole ma anche i genitori possono accedere  per vedere supporti  e strumenti didattici digitali. immagine workshop

Smartworking: luci e ombre

Fare  smart working vuol dire   ripensare il proprio lavoro. Chiedersi cosa può svolgersi in smart working e cosa no. Quali attività, con quali interlocutori, da destinare a quali adeguati luoghi e tempi. Con lo sviluppo di un progetto preciso, un mansionario, una reportistica utile anche ai fini del monitoraggio e un ripensamento, talvolta necessario, anche di postazioni e tecnologie.

Non si può pensare, quindi, di svolgere tutto da ovunque. Mansioni e luoghi vanno pensati e predisposti. Ed anche la casa, ove fosse scelto come luogo di lavoro, può andare riformulata: luci e silenzio adeguati, ma anche ergonomia della postazione di lavoro e rispetto delle norme di sicurezza. E della privacy, a casa ma ancor di più fuori, perché spesso i dati che possono andare a trattarsi sono sensibili. E ogni luogo pubblico è potenzialmente pericoloso in questo senso.

Anche le aziende, pur avendo per meno tempo il dipendente a casa, devono ripensare, oltre che il mansionario per il lavoratore flessibile, alcuni sistemi. Devono predisporre adeguati sistemi di controllo. E soprattutto lavorare sull’apparato tecnologico che consente al dipendente di svolgere le proprie mansioni da lontano. Fornendo ad esempio un pc aziendale, l’accesso ad un servizio di archiviazione cloud. Ma anche rinforzando la sicurezza delle proprie reti, o acquistando nuovi software e nuove periferiche, quali ad esempio scanner portatili.

(F.Toscano  ricercaUnibo)

smart-working da casa

SMART WORKING : tempi e luoghi

Dire smart working non equivale a dire telelavoro: con lo smart working, la flessibilità è molto più ampia. Non si tratta di lavoro a distanza e basta, ma di una serie di ampie possibilità agenti  sia per quanto riguarda i tempi , gli orari e i giorni e ovviamente il dove. E pur portando verosimilmente a un lavoro comunque spesso a casa, rende quest’ultimo concepibile in altri e più modi.

Si può lavorare da casa, ma anche dal treno, dal giardino o dalla sala d’attesa del centro cui si accompagna canonicamente il proprio congiunto. Lo si può fare in orario di ufficio, ma anche in altri momenti della giornata e in forme meno continue, ad esempio dividendo il proprio tempo in slot “lavorabili”. E ogni giorno della settimana può essere diverso dall’altro. Con forme di lavoro agile che non corrispondono sempre al medesimo esercizio di flessibilità.

Se a un primo sguardo lo smart working può sembrare una semplice possibilità che flessibilizza il lavoro, c’è da riconoscere però che questa modalità di svolgere la propria professione è molto di più. E più che essere un modalità, costituisce un vero e proprio paradigma.                                                  (F. Toscano UNiBO)

smart-working da casa