ADOLESCENTI IN QUARANTENA: la scuola….

Dopo aver visto come responsabilizzare e  incentivare la riflessione , parliamo della scuola.

La scuola ha il compito di educare e valutare i risultati di apprendimento ottenuti. Molti ragazzi oggi colgono le valutazioni come valutazioni della propria persona e rischiano di andare in crisi. Dobbiamo chiederci perché?

Le figure educative, genitori e insegnanti, hanno il compito di evitare l’identificazione del valore personale con il voto in pagella.

Gli errori sono un’opportunità per apprendere e migliorare. La valorizzazione degli errori come momenti di verifica della propria preparazione e opportunità di miglioramento è un compito che spetta agli adulti .Poter fallire e ritentare consente ai ragazzi di acquisire consapevolezza delle proprie capacità e fiducia in sé.

Non è utile che gli adulti di riferimento ( genitori, insegnanti e educatori ) si sostituiscano ai ragazzi/e per evitare loro di sbagliare. Per aiutare lo sviluppo dell’autostima si può :

aiutarli ad a imparare strumenti come ad esempio un buon metodo di studio

organizzare il loro tempo in modo che ci sia spazio per studio e attività di divertimento

educarli all’errore come momento di apprendimento

aiutarli a sentire la frustrazione e tollerarla.

adolescenti arte terapia gabriella castagnoli

ADOLESCENTI IN QUARANTENA:SOSTENERE L’AUTOSTIMA

E’ dentro le relazioni che si costruiscono nei primi anni di vita che l’autostima inizia a formarsi o meno. Per autostima intendiamo valore che ogni individuo attribuisce a sé stesso.

L’autostima si costruisce giorno dopo giorno, passo dopo passo attraverso continui feed back e interazioni che le persone che ci stanno intorno ci forniscono e dunque noi come adulti forniamo a bambini ed adolescenti .

Se le esperienze che bambini e adolescenti sperimentano durante la crescita sono  efficaci,  cioè di capaci di produrre l’effetto e i risultati voluti , la loro autostima incomincia a formarsi e a crescere. Il sistema familiare ( genitori, i fratelli, i nonni, i parenti , il gruppo dei pari e gli insegnanti) contribuiscono all’idea che bambini ed adolescenti hanno di sé stessi.

Possiamo indicare I fattori che contribuiscono allo sviluppo e mantenimento di una buona autostima nei bambini ed adolescenti :

  1. la percezione di essere riusciti in qualcosa .
  2. L’autoefficacia, ovvero la percezione di sentirsi competenti e capaci di fare.
  3. L’ apprezzamento da parte del gruppo dei pari e delle persone significative.
  4. La sensazione che deriva dalla realizzazione delle proprie potenzialità.

Per gli adolescenti il gruppo dei pari ( compagni di scuola e amici) assume particolare importanza anche ai fini dell’autostima anche se i genitori e gli insegnanti ricoprono comunque un ruolo di primo piano.

Cosa possono fare dunque genitori ed insegnanti per migliorare il senso di autostima degli adolescenti?

  • Responsabilizzarli

    Cosa significa responsabilizzare? Aiutare i ragazzi/e a ad assumersi e accettare le conseguenze delle proprie azioni, dei propri comportamenti, delle proprie emozioni e dei propri pensieri,  positive/piacevoli o negative / spiacevoli.

Gli adulti (insegnanti e genitori) devono abbassare il controllo sui ragazzi/e permettendo loro   non solo di sentirsi capaci ed utili, ma anche di sperimentare la percezione di autoefficacia.

Potrebbe essere utile in questo periodo di quarantena da COVID19 che genitori ed insegnanti li coinvolgano , a seconda degli interessi individuali e specifici di ognuno/a, in attività che riguardino la casa o la scuola.

  • Ad esempio: 1)chiedere di ricevere un aiuto per gli aspetti tecnologici e digitali, in cui tra l’altro sono molto capaci 2) farsi aiutare nella riorganizzazione degli spazi 3) farsi aiutare nella pulizia degli ambienti 4) coinvolgerli/epreparazione dei pasti.

Rimane centrale ascoltare gli adolescenti e sentite le loro proposte che vi potranno aiutare in molti modi e contemporaneamente permetterete loro di sentirsi importanti, utili ed efficaci.
adolescenti arte terapia gabriella castagnoli

ANSIA e PRESTAZIONE

LIVELLO ANSIA E PRESTAZIONE
Ansia e  Prestazione

 

L’ansia non va demonizzata come spesso accade .

Un livello medio di ansia ci può aiutare, anzi è correlato al picco di prestazione cioè al momento in cui io do il meglio.

Vi invito a guardare questo semplicissimo grafico.

 

Bambini a casa: e i compiti “digitali”?

Le restrizioni dettate dal Coronavirus impongono ai bambini/e non solo di restare tra le mura domestiche , ma anche di fare scuola da casa. La scuola a sua volta si sta dotando e sta sperimentando il modo migliore per preparare i bambini/e attraverso video lezioni e supporti  . Siamo in un periodo di sperimentazione e fare errori , riprove ed errori fino a trovare la formula giusta è normale. Inoltre non tutti i bambini/e  hanno la stessa capacità di attenzione e concentrazione.

Poli Lab Kids è un progetto del Politecnico di Milano, realizzato da HOC-LAB del Dipartimento di Elettronica  a cui le scuole ma anche i genitori possono accedere  per vedere supporti  e strumenti didattici digitali. immagine workshop

Smartworking: luci e ombre

Fare  smart working vuol dire   ripensare il proprio lavoro. Chiedersi cosa può svolgersi in smart working e cosa no. Quali attività, con quali interlocutori, da destinare a quali adeguati luoghi e tempi. Con lo sviluppo di un progetto preciso, un mansionario, una reportistica utile anche ai fini del monitoraggio e un ripensamento, talvolta necessario, anche di postazioni e tecnologie.

Non si può pensare, quindi, di svolgere tutto da ovunque. Mansioni e luoghi vanno pensati e predisposti. Ed anche la casa, ove fosse scelto come luogo di lavoro, può andare riformulata: luci e silenzio adeguati, ma anche ergonomia della postazione di lavoro e rispetto delle norme di sicurezza. E della privacy, a casa ma ancor di più fuori, perché spesso i dati che possono andare a trattarsi sono sensibili. E ogni luogo pubblico è potenzialmente pericoloso in questo senso.

Anche le aziende, pur avendo per meno tempo il dipendente a casa, devono ripensare, oltre che il mansionario per il lavoratore flessibile, alcuni sistemi. Devono predisporre adeguati sistemi di controllo. E soprattutto lavorare sull’apparato tecnologico che consente al dipendente di svolgere le proprie mansioni da lontano. Fornendo ad esempio un pc aziendale, l’accesso ad un servizio di archiviazione cloud. Ma anche rinforzando la sicurezza delle proprie reti, o acquistando nuovi software e nuove periferiche, quali ad esempio scanner portatili.

(F.Toscano  ricercaUnibo)

smart-working da casa

SMART WORKING : tempi e luoghi

Dire smart working non equivale a dire telelavoro: con lo smart working, la flessibilità è molto più ampia. Non si tratta di lavoro a distanza e basta, ma di una serie di ampie possibilità agenti  sia per quanto riguarda i tempi , gli orari e i giorni e ovviamente il dove. E pur portando verosimilmente a un lavoro comunque spesso a casa, rende quest’ultimo concepibile in altri e più modi.

Si può lavorare da casa, ma anche dal treno, dal giardino o dalla sala d’attesa del centro cui si accompagna canonicamente il proprio congiunto. Lo si può fare in orario di ufficio, ma anche in altri momenti della giornata e in forme meno continue, ad esempio dividendo il proprio tempo in slot “lavorabili”. E ogni giorno della settimana può essere diverso dall’altro. Con forme di lavoro agile che non corrispondono sempre al medesimo esercizio di flessibilità.

Se a un primo sguardo lo smart working può sembrare una semplice possibilità che flessibilizza il lavoro, c’è da riconoscere però che questa modalità di svolgere la propria professione è molto di più. E più che essere un modalità, costituisce un vero e proprio paradigma.                                                  (F. Toscano UNiBO)

smart-working da casa

Siamo tutti sulla stessa barca: resistere…..

Ulay/Marina Abramović, Rest Energy, 1980, Amsterdam, LIMA Foundation.
Courtesy of Marina Abramović Archives e LIMA, MAC/2017/034Marina Abramovic arco Ulay

Marina ha da sempre portato alla ribalta temi cruciali della condizione umana, riuscendo a comunicare come nessun altro artista col presente, interpretandone le contraddizioni e le urgenze. Alla fiducia nella comunità, ad aprirsi agli altri, Marina è arrivata partendo dalle prime performance nelle quali metteva alla prova la propria capacità di resistenza individuale e passando attraverso le performance insieme a Ulay. E tra queste oggi ci appare con grande forza e attualità contemporanea Rest Energy (1980), una prova estrema di fiducia, in cui per quattro minuti e venti secondi la vita di Marina era nelle mani di Ulay, creando un’indimenticabile immagine di tensione, metafora del nostro rapporto con l’altro.

«Io reggevo un grosso arco e Ulay ne tendeva la corda, reggendo tra le dita la base di una freccia puntata contro il mio petto. Eravamo entrambi in uno stato di tensione costante, ciascuno tirando dalla sua parte, con il rischio che, se Ulay avesse mollato la presa, avrei potuto trovarmi con il cuore trafitto. Nel frattempo, al nostro petto era attaccato un piccolo microfono, di modo che il pubblico sentisse il battito amplificato dei nostri cuori. E questi battevano sempre più veloci» (da Attraversare i muri, trad. it. 2016).Col tempo il flusso di energia, lo scambio profondo che in precedenza si creava tra lei e Ulay ha incluso sempre più persone alla ricerca di una «completa vulnerabilità e apertura nei confronti del pubblico».

(R.Lami R.Sebregondi Posted on 20 Marzo 2020 (23 Marzo 2020) by FPS )

ARTE TERAPIA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS: ON LINE perché?

Perché fare ArteTerapia online?

A causa delle attuali restrizioni al coronavirus,  psicologi, arte terapeuti   e consulenti hanno  spostato la loro pratica online.  L’Arte Terapia online  non richiede nessun supporto speciale: è entusiasmante perché aggiunge una dimensione più ampia alle parole. Puoi esprimere i tuoi sentimenti e la tua esperienza attraverso immagini, non solo parole. E può essere molto calmante e contenitivo lavorare su qualcosa di creativo durante l’incontro di arte terapia online.

Se sei un tipo di persona fantasiosa, creativa e sensibile, può essere un’ottima per aiutare  a collegare e integrare le diverse parti di te stesso/a in terapia. La tua creatività e immaginazione possono aiutarti a trovare scorciatoie (oltre a deviazioni affascinanti e utili!) sul tuo percorso verso l’autocomprensione, la trasformazione e la crescita.

Se non sei creativo/a : nessun problema. Per l’Arte Terapia basta una penna e  un foglio, il segno, le parole…….vengono da sé.art therapy on line

 

SMART WORKING: di cosa si tratta?

Cos’è lo smart working

Da alcuni anni,  e ora con l’emergenza coronavirus, il panorama del lavoro in Italia si è arricchito di una nuova locuzione, usata dai giornalisti ma anche in azienda: lo smart working. Tuttavia, se di smart working tanto si dice, altrettanto vero è che a volte di smart working poco si sa, benché dietro questa espressione sussista addirittura una legge dello Stato, la Legge n. 81/2017.

Lo smart working è una modalità di svolgimento, esclusivamente valevole per i rapporti di lavoro subordinato, grazie alla quale il datore conferisce al suo dipendente la possibilità di svolgere le sue mansioni in orari e luoghi diversi da quelli abituali. Definito ufficialmente “lavoro agile”, non rappresenta una tipologia contrattuale. Insiste, anzi, entro il rapporto di lavoro preesistente, integrando quanto da esso previsto con scadenza determinata o anche a tempo indeterminato.

Messa a punto sulla base di un accordo scritto che datori e lavoratori stipulano insieme, questa forma di flessibilità lavorativa consente di risolvere potenzialmente numerose situazioni, prime tra tutti quelle poste dalla vita personale dei lavoratori. Necessità di accudimento, viaggi troppo lunghi per andare a lavoro, trasferte inevitabili e problemi di salute sono tra le possibili cause che spingono i lavoratori a chiedere il beneficio. Lavoratori che in questo modo possono ritagliarsi spazi e modalità per avere cura delle loro esigenze di vita pur mantenendo intatto l’orario di lavoro e, perché no, il loro stipendio.      (F. Toscano ricercatore UNIBO)

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