AI TEMPI DEL CORONAVIRUS: il lavoro

Parliamo di cambiamento, quello già avvenuto in maniera repentina e inaspettata, e quello più graduale che sta avvenendo sotto i nostri occhi. Sappiamo che i cambiamenti sono di per sé graduali : passare da un’ottica del controllo  a un’ottica   dell’obiettivo, che premia i risultati con un ‘occhio attento al rischio di dipendenza e di stress lavoro correlato richiede un accompagnamento appunto graduale . La necessità di accompagnare le aziende in un cambiamento non solo delle condizioni concrete in cui si andrà a operare( pensiamo a tutte le misure di protezione e distanziamento) ma anche della gestione delle risorse umane che si troveranno, aldilà dei diversi ruoli organizzativi, a sperimentare un ambiente nuovo sia dal punto concreto che relazionale , che dal punto della percezione psicologica che sappiamo influenza in maniera così importante i nostri comportamenti.

Così pure torna  l’elemento incertezza/imprevedibilità e rischio della certezza del lavoro . Perdita del lavoro e riconversione sul mercato e dunque riqualificazione, incontro domanda-offerta, sicurezza sul lavoro, turnazione,orari, ecc ci danno anche qui la possibilità di pensare con più ampio respiro alla Sicurezza e alla Salute sul lavoro (salute non solo come assenza di malattia ma come uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale- Organizzazione Mondiale della Salute ).

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LA VITA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS: IL SOCIALE

Anche se in una 1^ fase la pandemia ha contribuito a farci sentire tutti/e accomunati dallo stesso problema, in questa fase dove le restrizioni vengono gradualmente allentate, emerge la diseguaglianza con cui le risorse, non solo materiali ma anche psicologiche e culturali,  sono distribuite nei vari gruppi sociali e  a cui le persone possono accedere per rispondere in maniera adattiva e resiliente o meno.  Introduciamo il termine resilienza di cui tanto si parla in questo momento. Per resilienza in psicologia intendiamo : la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.

 

Davanti all’Incertezza e all’ imprevedibilità di  questo periodo  che ci affaticano da un punto di vista psicologico la resilienza  va nutrita e rafforzata.  Dobbiamo dire  che  la comunicazione istituzionale è molto importante che    promuova pensieri e comportamenti volti al bene comune (non opportunistici). Va   stimolata e  facilitata la costruzione di un’immagine di  un possibile futuro prossimo e per far questo occorre  alimentare la FIDUCIA. Fiducia nelle istituzioni, fiducia nella capacità delle persone di poter mettere in campo risorse per ripartire (Copyng).  L’aspetto istituzionale ha un ruolo centrale nel mettere in atto delle misure che ci aiutano a conservare quel senso di unità della prima fase  mentre a noi tutti spetta il compito di  aderire  tutti/e alle regole di comportamento che mirano al bene comune continuando e tenendo nel tempo cioè continuando a  rispettarle nel tempo. Questo comporta una fatica fisica e psicoemotiva di cui dobbiamo necessariamente tener conto (mascherine, distanziamento , guanti, ecc).cropped-immagine-home-page-5.jpg

BAMBINI e COVID19: perchè chiedere la consulenza psicologica

 

Con l’ansia accresciuta e lo stress sulle famiglie a causa di COVID-19,  potremmo vedere un’esacerbazione dei sintomi nei bambini.

I bambini che già soffrono di ansia o depressione potrebbero sperimentare livelli più alti di sintomi, data la maggiore ansia nella società nel suo insieme e un maggiore isolamento dal distanziamento fisico. I bambini con difficoltà comportamentali potrebbero mostrare comportamenti  aumentati con livelli di stress più elevati e sbocchi positivi ridotti.

Per i bambini con una storia di traumi, l’attuale crisi sanitaria potrebbe innescarli e riattivare i primi sintomi del trauma.

E’ molto importante  che in caso si osservino questi sintomi  si chieda la consulenza psicologica .Gli psicologi si cureranno di entrare in empatia e discutere questi problemi con bambini e genitori e fornire la psico educazione (informazione e  metodi di gestione) sul possibile impatto di COVID-19 sui sintomi. (APA American Psychological Association)

gabriella.castagnoli@arteterapiabologna.it

art therapy on line

Come spiegare il coronavirus ai bambini

Eccoci al terzo appuntamento su “come spiegare il coronavirus ai bambini” che il martedì e sabato ci accompagna.

Il comportamento degli adulti è importante: perché non è facile trasmettere tranquillità e sicurezza quando si è a propria volta preoccupati per sé stessi o per la salute di un proprio caro. Un’ansia che, a volte, si può addirittura trasmettere anche senza esserne consapevoli. Per questo gli adulti devono imparare a gestire la propria ansia perché se non siamo in grado di controllare il panico, i nostri figli lo capiscono subito. Serve mettere in campo strategie che abbassano il nostro stress, come concentrarsi sul respiro, o spostare l’attenzione sulle cose che ci aiutano a stare bene, per riuscire a dare spiegazioni semplici e realistiche, ovviamente adattate all’età del bimbo, ma che non devono dare l’impressione di minimizzare il problema o peggio di sembrare ‘onnipotenti’. E’ meglio essere chiari e dire la verità, e cioè che non sempre quello che accade è sotto il nostro controllo. Il messaggio più fondamentale da trasmettere è questo: è un momento difficile, ciascuno deve poter fare il proprio meglio, e bisogna avere fiducia e gratitudine per tutti coloro che stanno lavorando sodo per risolvere il problema, in particolare per chi è nella zona rossa“.

Alla fine, l’obiettivo è far vivere ai bimbi questo periodo di crisi il più possibile con serenità e ottimismo, e trovando nuovi modi per mantenere le relazioni anche a distanza: “Anche per questo non dobbiamo trasmettere ansie ingiustificate, o false illusioni che non esista alcun pericolo, o peggio che il pericolo si annidi su qualsiasi maniglia toccata o stando vicino a una persona cara. Se riusciamo a fare questo, a dare loro la migliore serenità avremo lasciato una traccia che darà loro nuovi strumenti per il futuro”. (Policlinico di Milano – Non abbiate paura)coronavirus bimbi paura)

Come spiegare il Coronavirus ai Bambini

Continuiamo il nostro appuntamento “come spiegare il coronavirus ai bambini”.

La domanda che ci dobbiamo fare è:

“Come si racconta questo, ai bambini? “

Lo spunto migliore è quello di raccontare che è una situazione nuova, per la quale non abbiamo ancora soluzioni adatte, e che giustamente quindi ci preoccupa, perché potrebbe fare ammalare tante persone, troppe tutte in una volta. Non sappiamo ancora quali siano le medicine giuste, e quando avremo disponibile un vaccino efficace. Questo è un punto di partenza anche per spiegare ai più piccoli l’importanza delle regole di prevenzione, come lavarsi spesso le mani e utilizzare fazzoletti usa e getta. Tutte azioni che possiamo trasformare in gioco, in complicità con gli adulti, dando piccoli incarichi importanti ai bimbi e facendoli sentire coinvolti ma soprattutto che permettono di sentirsi un po’ meno impotenti, c’è qualcosa che possiamo fare che diminuisce il rischio, anche se non lo azzera”.

Un’altra cosa fondamentale è evidenziare gli aspetti che ci possono sostenere e rassicurare: l’Italia ha una sanità che funziona bene, e ci sono tanti esperti che stanno lavorando per trovare una soluzione. Rispettare le norme igieniche, quindi, è il contributo che ciascuno di noi (compresi i più piccoli!) può dare per diminuire il numero di quelli che si ammalano e tornare al più presto alla vita di tutti i giorni.coronavirus bimbi

Come parlare ai bambini del coronavirus:

  1. Fare domande semplici e ASCOLTARE cercando di capire cosa già sa o immagina
  2. Incoraggialo/a a parlare
  3. Sii sincero/a spiegando con un linguaggio da bambino la situazione
  4. Rassicuralo/a: fallo/a sentire al sicuro
  5. Insegna le REGOLE per proteggersi
  6. assicurati con non sia preso/a di mira dai compagni/e
  7. Insegna come  mantenersi  in comunicazione con i suoi amici
  8. insegna come può cercare ed esprimere la sua richiesta di AIUTO
  9. aiutalo/a PRENDERSI CURA DI SE’
  10. con cura e attenzione chiudi la conversazione manifestando la tua disponibilità all’ascolto

MEDICAL ART THERAPY

Medical Art Therapy è una branca specifica dell’arte terapia rivolta a persone di tutte le età che stanno vivendo o hanno vissuto un’esperienza di malattia, di trauma (per esempio un incidente o un intervento chirurgico) o stanno subendo trattamenti medici invasivi.
Dal 1945 la Medical Art Therapy costituisce un efficace strumento di trattamento complementare alla medicina, per sostenere le risorse della persona, facilitarla ad elaborare l’esperienza, aiutarla a sviluppare strategie di affrontamento (coping), in direzione della salvaguardia o del recupero della propria integrità psicofisica.
La Medical Art Therapy si applica inoltre in ambito medico estremo, per preparare, laddove necessario, al “passaggio”.

MEDICAL ARTE TERAPIA GABRIELLA CASTAGNOLI PSICOLOGA

Memoria.. mnemotecniche…

MNEMOTECNICHE

Usare MNEMOTECNICHE (rime,acronimi, categorizzazioni, associazioni fonetiche e visive)

  • Formare immagini mentali dei termini concreti individuare i termini concreti e tradurli in un immagine mentale o eventualmente grafica;
  • Concretizzare i concetti astratti e formare immagini mentali trasformare i concetti astratti in uno o più concetti concreti e formare poi immagini mentali;
  • Associare formare immagini,parole frasi che associano un’informazione difficile a qualcosa di già noto;
  • e molto altro…

 

Memoria….Memorizzare……..

MEMORIZZARE

Sviluppare capacita’ e abilita’ di RICORDARE

  • RIPETERE
  • AUTO INTERROGARSI
  • Costruire modelli e SCHEMI MENTALI
  • Fare COLLEGAMENTI
  • Usare MNEMOTECNICHE (rime,acronimi, categorizzazioni, associazioni fonetiche e visive)

  • Formare immagini mentali dei termini concreti:individuare i termini concreti e tradurli in un immagine mentale o eventualmente grafica
  • Concretizzare