Distanza intima

A proposito di regolazione  e comunicazione dell’intimità, vorrei introdurre alcuni concetti che mi paiono di una certa rilevanza di questi tempi. Incominciamo da cosa intendiamo per distanza intima:

La distanza intima , definita tra i 15 e 45 centimetri, è quella in cui vediamo quasi solo la faccia del nostro interlocutore, è quella che usiamo nei rapporti personali più stretti e nei momenti di maggiore vicinanza anche psicologica . Anche il tatto e l’olfatto ,a questa distanza, possono servire alla comunicazione.  Si può parlare sottovoce o all’orecchio. In alcune culture è sconveniente tenerla in pubblico

Vivere consapevolmente

Bisogna avere l’audacia di vivere consapevolmente anche la propria Ombra , sapendo che in tal modo un’esistenza è più completa e più ricca di quanto lo sarebbe nel rispetto delle regole collettive, che sono strutturate in modo tale da neutralizzare la dimensione più segreta, più specifica di un individuo. Se non si accetta e non si realizza la propria completezza, si commette un vero e proprio peccato verso se stessi, un peccato che non potrà mai esser perdonato. La domanda fondamentale che dovremmo porci per fare un  bilancio della nostra esistenza è:

” Ho vissuto come realmente ero?” Se non posso rispondere di “sì”, in realtà non ho vissuto, perché ho mutuato una modalità di esistenza non mia. Mai come in questo caso “il fatto che sia morto non significa che sia vissuto” (Lec Pensieri spettinati).

(Carotenuto A. )

psicologa a bologna gabriella castagnoli