L’architettrice di Melania Mazzucco

“Si spengono le stelle, tramonta il sole ogni giorno, tutto ciò che perisce feconda la terra, il serpento ouroboros non ha fine nè inizio, mi sono riconciliata con la natura di ogni cosa vivente e con la mia. Forse, per questo, finalmente credo” fa dire l’autrice , Melania Mazzucco, a Plautilla Briccia, pittrice e architettrice del 1600, di cui tratteggia il ritratto di donna straordinaria. Abilissima a non far parlare di sè e a celare audacia e sogni per poter realizzare l’impresa : una villa di delizie sul colle che domina Roma disegnata, progettata ed eseguita da Plautilla stessa: la prima architettrice della storia moderna.

Di lei non ci resta immagine.. solo le sue opere di pittura, disegno e progetti d’architettura.

La resilienza nei bambini

La resilienza aiuta a trasformare un fallimento in opportunità.

Data l’importanza della resilienza nella vita dei bambini, cerchiamo di capire come sostenerla o coltivarla. L’American Psychological Association (APA) ha stilato un serie di 10 consigli che possono essere utili ai genitori, che non consistono tanto in un indottrinamento, ma nella creazione di uno stile di vita improntato alla resilienza.

Eccoli qui di seguito:

  1. Creare dei legami: incoraggiare il bambino a creare dei legami e a sviluppare empatia per gli altri invece di mettersi in competizione.
  2. Aiutare il bambino ad avere un atteggiamento di aiuto: il bambino che si sente da solo può comprendere come chiedere aiuti offrendosi lui stesso come appoggio agli altri.
  3. Routine giornaliera: una routine aiuta a sentirsi padrone del tempo e delle proprie attività
  4. Prendersi una pausa: in una routine il prendersi una pausa diventa un modo per evitare di essere sempre troppo preoccupati che le cose “vadano per il verso giusto”. Ogni tanto occorre concedersi un pò di tempo libero.
  5. Insegnare a prendersi cura di sè: i bambini devono imparare gli impegni, ma anche il relax e il tempo libero da autogestirsi.
  6. Pensare a degli obiettivi: è utile stabilire delle tappe che però siano adeguate all’età e alle capacità personali.
  7. Nutrire una visione positiva di sé: sottolineare come si è riusciti a superare gli ostacoli e le sfide per aiutarlo a non abbattersi davanti a quelle future.
  8. Offrire una prospettiva: i bambini non riescono ancora ad inquadrare i comportamenti e gli avvenimenti in una prospettiva a lungo termine.
  9. Auto-conoscenza: nelle piccole avversità i bambini scoprono molto di loro stessi, si può aiutarli a comprendere come sono cambiati.
  10. Accettare il cambiamento come parte della vita: i cambiamenti spaventano, occorre aiutare i bambini a vederli come opportunità per crescere e sperimentarsi in qualcosa di nuovo.

Anziani e Truffe

Il Comune di Bologna con CISL,CGIL,UIL Pensionati ,Associazioni Anteas, Rivivere, S. Bernardo ha attivato un progetto di CONSIGLI, NUMERI UTILI, SERVIZI e SUPPORTO PSICOLOGICO per contrastare le truffe agli anziani, anche on line in crescita in quest’ultimo periodo di covid .

L’area Supporto Psicologico sarà curata da me per Associazione Anteas e dalla dr.ssa Bonarelli, per Associazione Rivivere.

Di seguito alcune informazioni utili per fruire i servizi

Anziani e Truffe

Il Comune di Bologna con CISL,CGIL,UIL Pensionati ,Associazioni Anteas, Rivivere, S. Bernardo ha attivato un progetto di CONSIGLI, NUMERI UTILI, SERVIZI e SUPPORTO PSICOLOGICO per contrastare le truffe agli anziani, anche on line in crescita in quest’ultimo periodo di covid .

L’area Supporto Psicologico sarà curata da me per Associazione Anteas e dalla dr.ssa Bonarelli, per Associazione Rivivere.

A me gli occhi… La Lettura

Durante la lettura gli occhi trasmettono le informazioni al cervello mediante rapidi momenti di fissazione sulle righe scritte.
Solo la parte centrale, e che risulta più a fuoco è quella che consente alla nostra mente di decodificare i caratteri di stampa.
Occorre pertanto:

  • Focalizzare con un singolo colpo d’occhio una superficie ellittica maggiore
  • Evitare di vedere più volte le stesse parole,eliminando per quanto possibile le sovrapposizioni dei propri colpi d’occhio.
  • Produrre movimenti oculari più ritmici, omogenei e regolari durante la lettura.

Diminuire le regressioni o movimenti di lettura a ritroso.

  • Abituarsi e addestrarsi a leggere i significati al di là delle parole
  • Diventare capaci di variare la propria velocità di lettura e di restringere o allargare il
    proprio campo focale in relazione alle difficoltà formali o concettuali presenti nel testo.

DIETA MEDIATICA

Per aiutare le famiglie americane a mantenere una dieta mediatica salutare, l’AAP raccomanda a genitori ed educatori di collaborare per stendere un “piano media” (Family Media Use Plan Tool) che tenga in considerazione la salute, l’educazione e il divertimento di tutti i bambini e i componenti della famiglia.

Si parte infatti dal presupposto che i media, se utilizzati in modo appropriato e in linea con i propri valori e stile parentali, possano anche aiutarci nella vita quotidiana.

Al contrario, se utilizzati in modo inappropriato o inconsapevole, possono sostituire rovinosamente occasioni importanti di dialogo, confronto faccia a faccia, gioco all’aria aperta, riposo…

Per questo è stato pensato di mettere a disposizone delle famiglie americane un Media Use Plan , per capire se stanno utilizzando una buona strategia di utilizzo degli schermi con i propri bambini o se è meglio che introducano delle nuove e più salutari abitudini.

Dove, Quando e con Chi mangiamo?

 

Partiamo dalla famiglia e dal senso di appartenenza al nucleo familiare che porta con sé il sentirsi parte e dunque con –dividere  con gli altri membri della famiglia. Luogo di elezione per la condivisione è la cucina che  non è solo il luogo dove si preparano i pasti, ma, anzi, proprio in quanto luogo di fabbricazione dei pasti, è anche un luogo simbolo della fabbricazione dei legami familiari. Capire dove mangiano, quandocon chi  ci può dire qualcosa sui  legami interni alla famiglia , sul loro modo di vivere insieme, di educarsi reciprocamente, di costruire vicinanza, etica e affetti piuttosto che distanze, incomprensioni, disaffezioni (Symons, 2004).

Del resto il nostro è un tempo veloce dove  anche i pasti restano stritolati dalla fretta. Sembra che non si riesca più a mangiare seduti, insieme, intorno alla tavola. Magari un pasto caldo, cucinato appositamente da qualcuno per qualcun altro, con il gusto della cura. L’antico ordine della tavola imbandita e della famiglia seduta intorno sembra aver lasciato il posto al movimento e all’incertezza: sembra di poter constatare una certa «destrutturazione» dei pasti, nel senso che se ne consumano sempre di meno insieme e sempre meno nel modo tradizionale. Le famiglie parlano infatti non più solo della tavola, ma anche del tavolino del soggiorno per spuntini di vario tipo; del tavolo del giardino, della terrazza, della veranda;deil vassoio mobile e personale; ß il semplice piatto ancora più nomade; ß il letto per posare il piatto o il vassoio. Ma cosa significa oggi INSIEME: la  costruzione di intimità affettiva, di uno spazio comune di narrazione e riflessività intorno al tempo trascorso nelle diverse attività da ciascuno dei membri. Non significa fondersi e con fondersi con gli altri e nemmeno la sola compresenza fisica  ma appunto con- dividere , dividere con . A partire dalle abitudini alimentari . Quando uno dei membri della famiglia, nel nostro caso un bambino/a  ha difficoltà di peso e deve seguire un regime alimentare ecco che se la famiglia è “insieme” deve mobilitarsi per creare le condizioni perché venga seguito.  . La ricerca ci dice quanto la BMI  di adulti e bambini in famiglia sia correlata ad esempio alle abitudini della cena Il primo passo è essere consapevoli sia delle nostre abitudini alimentari sia di quanto stiamo utilizzando il cibo per “nutrire” altro, per far passare il nostro affetto o compensare le nostre mancanze e sensi di colpa di genitori “in corsa”. In questo senso la famiglia , luogo di mediazione tra i bisogni  individuali  e quelli del gruppo famiglia, si deve fare creativa nel senso di creare le sue proprie modalità di stare a tavola      INSIEME .

Allora abbiamo pensato a 10 possibilità di gestire la dieta di un bambino in famiglia:

  • Perché non coinvolgere i ragazzi nella preparazione del cibo e della tavola e usare scodelle di minori dimensioni,
  • Usiamo il pane secco e lasciamo “la scarpetta a Cenerentola”!
  • Chiediamo al bambino perché  si mangia?  Aiutiamolo a  riconoscere la fame: spesso confondiamo le emozioni di rabbia, tristezza, noia, paura, ecc. con la sensazione di buco nello stomaco: “  in modo che impari a sentire i segnali di fame-sazietà. Facciamoci delle domande , per guardarci, osservarci e distanziarci da modelli e comportamenti “ingoiati” senza masticare.
  • Così come succede per il cibo abbiamo bisogno di assaporare i nostri comportamenti e le nostre emozioni, frammentarle, scomporle, masticarle e digerirlerimanendo in contatto con quello che sentiamo, pensiamo e facciamo
  • non investiamo il cibo di un valore eccessivo
  • non facciamo confronti con altri bambini e non facciamo vergognare i bambini delle propria golosità.
  • Insegnamo  a ricambiare  quello che  è stato offerto “con tanto amore”  con un bel “NO”,con un sorriso o un abbraccio,  ma lasciamo il cibo nelle mani di chi ce l’ha dato. Impariamo a sostituire la merendina e il cibo per premiare i bambini con le coccole, gli abbracci Non solo il cibo deve farci sentire felici, questo è l’errore principale che conduce a riprendere il peso perso e a confondere le idee dei bambini
  • Lasciamo quel che non ci va nel piatto! Non diciamo ai bambini “Non lasciare qualcosa  nel piatto  perché va sprecato!”. Occorre capire che sì esiste il problema della fame del mondo, ma non è legato al piatto di pasta che non riesco a finire e che finirà in frigo o nella spazzatura. Il problema è semmai l’averne cucinata troppa.
  • Vivere insieme non significa diventare tutti uguali. Ognuno di noi è diverso.Davanti alla necessità di dimagrire, conviene che ciascuno adatti la dieta sulla base delle proprie preferenze, del proprio carattere e delle proprie abitudini.
  • spegnere la TV, mettere da parte smartphone, tablet e telefoniper rimanere attenti e concentrati a quello che si dice, si mangia e si fa durante il pranzo o la cena.

Ma soprattutto diamo  l’esempio ai bambini che sono così inclini a prenderci per modelli di comportamento.

Nel momento in cui un membro della famiglia è impegnato nel seguire un regime alimentare personale insieme alle indicazioni delle dietista può essere  utile il sostegno psicologico alla famiglia  perché sostenga e con divida l’impegno del bambino/a che sta seguendo la dieta.

 

Il momento dei pasti è un momento importante che ha a che fare con il nutrirsi nei suoi aspetti emotivi ed affettivi. Stare insieme significa accogliere i bisogni dell’altro e in particolare dei nostri figli.

 

“Incontri e cicli di incontri per imparare ad apprezzare il cibo in serenità”

                                                                                  da ottobre

bimbi a tavola GABRIELLA CASTAGNOLI

 

 

 

 

 

Bambini e Lettura

Non ci sono bambini a cui non piace leggere. Semmai ci sono quelli che adorano farlo e altri a cui sono stati proposti solo libri sbagliati” James Patterson co-autore di 160 romanzi di cui  una parte per bambini e ragazzi.

Ai genitori cosa consiglia per facilitare i bambini/e e ragazzi/e alla lettura: “ Bisogna prendere in mano la situazione , facendo una delicata ma ferma pressione. I genitori devono inizialmente dedicarci del tempo: e dunque meglio sfruttare l’estate e farli iniziare con il libro giusto. Certo, è più facile se in famiglia si è già appassionati lettori. Ma dovrebbero farlo pure i genitori poco abituati a leggere.Si preoccupano per la salute dei figli: si preoccupino anche per la loro mente. I bambini che leggono vanno meglio a scuola, prendono voti più alti. Hanno più fantasia e da grandi sono in grado di far lavori migliori e meglio pagati. I buoni lettori hanno più possibilità”

E voi cosa ne pensate?

mediazione separazione gabriella castagnoli