SMART WORKING : tempi e luoghi

Dire smart working non equivale a dire telelavoro: con lo smart working, la flessibilità è molto più ampia. Non si tratta di lavoro a distanza e basta, ma di una serie di ampie possibilità agenti  sia per quanto riguarda i tempi , gli orari e i giorni e ovviamente il dove. E pur portando verosimilmente a un lavoro comunque spesso a casa, rende quest’ultimo concepibile in altri e più modi.

Si può lavorare da casa, ma anche dal treno, dal giardino o dalla sala d’attesa del centro cui si accompagna canonicamente il proprio congiunto. Lo si può fare in orario di ufficio, ma anche in altri momenti della giornata e in forme meno continue, ad esempio dividendo il proprio tempo in slot “lavorabili”. E ogni giorno della settimana può essere diverso dall’altro. Con forme di lavoro agile che non corrispondono sempre al medesimo esercizio di flessibilità.

Se a un primo sguardo lo smart working può sembrare una semplice possibilità che flessibilizza il lavoro, c’è da riconoscere però che questa modalità di svolgere la propria professione è molto di più. E più che essere un modalità, costituisce un vero e proprio paradigma.                                                  (F. Toscano UNiBO)

smart-working da casa

Siamo tutti sulla stessa barca: resistere…..

Ulay/Marina Abramović, Rest Energy, 1980, Amsterdam, LIMA Foundation.
Courtesy of Marina Abramović Archives e LIMA, MAC/2017/034Marina Abramovic arco Ulay

Marina ha da sempre portato alla ribalta temi cruciali della condizione umana, riuscendo a comunicare come nessun altro artista col presente, interpretandone le contraddizioni e le urgenze. Alla fiducia nella comunità, ad aprirsi agli altri, Marina è arrivata partendo dalle prime performance nelle quali metteva alla prova la propria capacità di resistenza individuale e passando attraverso le performance insieme a Ulay. E tra queste oggi ci appare con grande forza e attualità contemporanea Rest Energy (1980), una prova estrema di fiducia, in cui per quattro minuti e venti secondi la vita di Marina era nelle mani di Ulay, creando un’indimenticabile immagine di tensione, metafora del nostro rapporto con l’altro.

«Io reggevo un grosso arco e Ulay ne tendeva la corda, reggendo tra le dita la base di una freccia puntata contro il mio petto. Eravamo entrambi in uno stato di tensione costante, ciascuno tirando dalla sua parte, con il rischio che, se Ulay avesse mollato la presa, avrei potuto trovarmi con il cuore trafitto. Nel frattempo, al nostro petto era attaccato un piccolo microfono, di modo che il pubblico sentisse il battito amplificato dei nostri cuori. E questi battevano sempre più veloci» (da Attraversare i muri, trad. it. 2016).Col tempo il flusso di energia, lo scambio profondo che in precedenza si creava tra lei e Ulay ha incluso sempre più persone alla ricerca di una «completa vulnerabilità e apertura nei confronti del pubblico».

(R.Lami R.Sebregondi Posted on 20 Marzo 2020 (23 Marzo 2020) by FPS )

Siamo tutti sulla stessa barca

m. Abramovic siamo tutti sulla stessa barca

A sinistra: Marina Abramović, We’re All in the Same Boat, manifesto per Barcolana 50, 2018.A destra: Michela Carlotta Tumiati, Lima, 2020.

“Siamo tutti sulla stessa barca” affermava Marina Abramović sul manifesto da lei creato nel 2018 e affisso sulla facciata di Palazzo Strozzi in occasione della mostra Marina Abramovic. The Cleaner, riflettendo sul fatto che «siamo tutti sullo stesso pianeta: chi ama il mare ama la terra e chi ama la terra ama il nostro futuro». Nel 2020 questo slogan, nato in una prospettiva ambientalista, sta acquistando un significato più ampio: un messaggio di speranza e fiducia reciproca insieme alla riflessione sulla necessità di fare fronte comune in un periodo tanto difficile. In queste settimane sono state innumerevoli le citazioni che ne sono state fatte, sui social media in primo luogo. A Firenze, su un muro del popolare mercato di Sant’Ambrogio è addirittura apparso un manifesto, firmato con un’esplicita dichiarazione di derivazione, “D’après Marina Abramović”.

(R.Lami. ,L. SebregondiPosted on 20 Marzo 2020 (23 Marzo 2020) by FPS)

Guida Galattica al Coronvairus per bambini coraggiosi

coronavirus bimbi

 

Ecco qui il link per  scaricare gratuitamente  la guida, dislessia friendly.r.

Ricordando che “La curiosità può vincere la paura ancor più di quanto possa fare il coraggio” James Stephens

Guida-Galattica-al-Corona-Virus-A-curious-Guide-for-courageous-kids