Anziani e Truffe

Il Comune di Bologna con CISL,CGIL,UIL Pensionati ,Associazioni Anteas, Rivivere, S. Bernardo ha attivato un progetto di CONSIGLI, NUMERI UTILI, SERVIZI e SUPPORTO PSICOLOGICO per contrastare le truffe agli anziani, anche on line in crescita in quest’ultimo periodo di covid .

L’area Supporto Psicologico sarà curata da me per Associazione Anteas e dalla dr.ssa Bonarelli, per Associazione Rivivere.

La Lettura: Tecniche

impara a fare l’anticipazione, mediante la quale si forma un’ipotesi da verificare.
° riporta rapidamente alla consapevolezza le conoscenze pre-esistenti sull’argomento specifico.
° orienta l’attenzione verso quel dato testo e argomento.
° da’ una motivazione alla lettura.
° concentrati rapidamente
° ripassa velocemente le informazioni già in suo possesso, relativamente a quel dato argomento

° programma per capire.
° tieni distinto ciò che conosci già da ciò che apprenderai

° favorisci l’integrazione fra cultura pre-esistente e nuovo apprendimento.
° agevola il fluire di idee, collegamenti e aggregazione fra i concetti.
° poniti dei quesiti prima, per evitare di confondersi durante o a fine lettura, e inizia a prepararti un determinato schema
mentale.
° impara a fare il pre-esame, mediante il quale individua cosa leggere in un testo e se è il caso di leggerlo.
° distingui i punti e i concetti più importanti da leggere e distingui in quali zone del testo sono raccolte le argomentazioni principali.
°determina dove variare la velocità di lettura in rapporto alle difficoltà presenti in quel determinato scritto.

La lettura :leggere per sintesi successive

È un modo di leggere, facendo passaggi rapidi sui testi, approssimazioni o sintesi successive.
Con questo tipo di lettura si parte da un iniziale contenuto e ci si crea uno schema logico, un quadro mentale, relativamente a quello specifico tipo di testo.
Questo schema o quadro mentale crea una motivazione interna, per cui si cercano nella lettura le differenze con quanto pensato o atteso rispetto all’obiettivo che il lettore si è dato in rapporto a quella specifica lettura e alle aspettative che ha verso la stessa.
Conseguentemente il lettore sceglie il suo modo per leggere e mette in atto la sua programmazione in modo attivo e deliberato.

La Memoria

I fondamenti di cui la memoria ha bisogno sono:
1) l’immaginazione
2) le emozioni
3) le associazioni.
Ogni mnemotecnica ha bisogno di attivare i nostri cinque sensi.

Pensate come potrebbe essere molto più facile ricordare una materia come la storia se fosse possibile vedere le immagini delle battaglie, sentire le voci dei personaggi o toccare con mano le prove lasciate ai posteri.

Usare tutti i sensi nella vostra immagine mnemonica non è però sufficiente se insieme non create emozioni: quanto più le vostre immagini mentali saranno bizzarre, esagerate, paradossali, grottesche, in movimento, colorate, tanto più sapranno rafforzare il ricordo.


È poi essenziale associate in modo creativo qualsiasi informazione nuova a qualche elemento già presente nella vostra memoria

A me gli occhi… La Lettura

Durante la lettura gli occhi trasmettono le informazioni al cervello mediante rapidi momenti di fissazione sulle righe scritte.
Solo la parte centrale, e che risulta più a fuoco è quella che consente alla nostra mente di decodificare i caratteri di stampa.
Occorre pertanto:

  • Focalizzare con un singolo colpo d’occhio una superficie ellittica maggiore
  • Evitare di vedere più volte le stesse parole,eliminando per quanto possibile le sovrapposizioni dei propri colpi d’occhio.
  • Produrre movimenti oculari più ritmici, omogenei e regolari durante la lettura.

Diminuire le regressioni o movimenti di lettura a ritroso.

  • Abituarsi e addestrarsi a leggere i significati al di là delle parole
  • Diventare capaci di variare la propria velocità di lettura e di restringere o allargare il
    proprio campo focale in relazione alle difficoltà formali o concettuali presenti nel testo.

Mnemotecniche: i loci di Cicerone

Codificato da Cicerone, che con questo metodo riusciva a memorizzare molte informazioni nuove, collegando ognuna di esse a un luogo o un elemento di un percorso perfettamente noto.
Pensate, ad esempio, al percorso che fate ogni giorno per andare da casa in ufficio o a scuola .
Scoprirete con quale facilità sia possibile visualizzare in ordine tantissimi loci abituali. La tecnica consiste nell’associare le cose da ricordare a questi luoghi, per poter richiamare in perfetto ordine l’intera sequenza di informazioni.

Mnemotecniche: Le“stanze” di Simonide

Consiste nel visualizzare una stanza con tutti gli oggetti e i mobili che la compongono: ogni oggetto e ogni mobile corrispondono a un’immagine cui associare le cose da ricordare. Ogni volta che avete bisogno di richiamare tali cose, sarà sufficiente guardare l’oggetto o il mobile con l’“occhio della mente”, e automaticamente scaturiranno le informazioni che avete associato.

Facciamo un esempio.

Pensate a una stanza di casa vostra. Partendo dalla porta e procedendo in ordine, visualizzate dieci oggetti o mobili: lo stereo, una libreria, il televisore e così via.
Supponiamo ora che dobbiate ricordare di comprare dei fiori, di telefonare a un amico e di prelevare al bancomat.
In primo luogo, basterà immaginare che mentre inserite un cd nello stereo, dallo stesso escano fiori di colori diversi, con un delizioso profumo che pervade l’intera stanza. Poi, potete immaginare che tutte le pagine dei libri si trasformino in tessere del bancomat e dai libri stessi cadano fragorose cascate di monetine e banconote. Infine, l’immagine che compare in tv è quella del vostro amico che, con un grosso telefono sulla testa e a un volume così alto da rompere lo schermo, vi urla di chiamarlo subito.

Le mnemotecniche: in che modo migliorano la memoria

Le mnemotecniche sono delle strategie mentali che favoriscono la memorizzazione di nomi, numeri, azioni da compiere e singole informazioni.

Tutte le volte in cui facciamo qualcosa di deliberato per irrobustire il ricordo mettiamo in atto delle strategie di memoria: facciamo un uso strategico della memoria compiendo operazioni attive intelligenti. Le mnemotecniche sono tecniche di memoria volte alla memorizzazione e che facilitano l’immagazzinamento e recupero di informazioni.

Le mnemotecniche: i metodi per migliorare il ricordo

Esistono numerosi modi in cui può essere elaborato il materiale che voglio ricordare, ma è poco probabile che la semplice intenzione di ricordare ci sia di aiuto, poiché l’uso passivo, meccanico e ripetitivo della memoria, senza sfruttarne la potenzialità strategica, favorisce poco l’elaborazione efficace del materiale da ricordare.
Specifici compiti di memoria possono essere risolti usando strategie interne (mnemotecniche) o strategie esterne (prendere appunti, usare sveglie e il famoso nodo al fazzoletto).

In base al tipo e alla quantità di informazione da memorizzare è possibile categorizzare i differenti metodi in tre gruppi:
1) metodi che migliorano il ricordo di singoli item: il metodo dei loci, la creazione di immagini mentali, il metodo dei link, il peg-system, la categorizzazione e prendere appunti;
2) metodi che migliorano il ricordo dei nomi: la tecnica facce-nomi;
3) metodi che migliorano il ricordo dei numeri: il sistema numero-consonante.

Messaggio pubblicitario1) Metodi per migliorare il ricordo di singole informazioni

METODO DEI LOCI. È una delle tecniche più conosciute e più antiche, in passato veniva utilizzata per ricordare i discorsi (Yates, 1966), ma è anche impiegata per memorizzare singoli item in sequenza come la lista della spesa o le azioni da compiere durante il giorno (Lorayne e Lucas, 1974). Si procede con la creazione di una sequenza di luoghi (loci), meglio se ben conosciuti (come ad esempio tutti i luoghi che incontro nel tragitto da casa al lavoro). Questa sequenza è fondamentale e, perché la strategia sia utile, deve essere appresa perfettamente, automatizzata. Nella fase di codifica del materiale il primo item da ricordare deve essere associato al primo luogo della lista, il secondo item al secondo luogo e così via. Quando dovrò richiamare il materiale dovrò ripercorrere mentalmente la sequenza di luoghi partendo dal primo, che costituisce il cue (l’aggancio) e che favorirà il ricordo del primo item, e procedendo nello stesso modo fino all’ultimo luogo per ricordare l’ultimo item.

CREAZIONE DI IMMAGINI MENTALI. È un’abilità di codifica di base che richiede meno risorse cognitive rispetto alla tecnica dei loci. Consiste nella formazione di scenari mentali molto vividi per consentire il ricordo dell’informazione.

METODO DEI LINK. Come la tecnica precedente, anche questa richiedere meno dispendio cognitivo e consiste nell’associare ogni item della lista a quello precedente. Questa strategia, insieme a quella delle immagini, può anche essere utilizzata per formare immagini interattive di più item invece di immaginarne uno alla volta (Stigsdotter Neely e Bäckman, 1993b).

PEG-SYSTEM. È simile al metodo dei loci e prevede la memorizzazione di dieci parole di riferimento in rima con i numeri da 1 a 10 (ad esempio 1-pruno, 7-vette o 10-ceci). Ogni item viene associato attraverso immagini interattive a ciascuna parola di riferimento, che costituisce il peg (l’aggancio) per l’item: se ad esempio il primo item da ricordare è “sciarpa” si può immaginare una sciarpa su un pruno e così via. Per ricordare gli item procederò in ordine da 1 a 10 e attraverso il peg recupererò le immagini elaborate.

CATEGORIZZAZIONE. È il metodo più usato nella vita quotidiana e prevede il raggruppamento in categorie specifiche degli item da ricordare. Richiede l’abilità di ristrutturare e classificare gli stimoli in base ai loro elementi caratteristici, costruendo categorie in cui inserirli.

PRENDERE APPUNTI. Probabilmente è la strategia quotidiana più usata ed è il mezzo più ovvio per ricordare singole informazioni, ma non per questo meno efficace. Tecniche interne, come il metodo dei loci, e tecniche esterne, come prendere appunti, sono complementari. In alcune circostanze il prendere nota è preferibile rispetto a metodi interni, ma in altre occasioni è vero il contrario (Intons-Peterson e Fournier, 1986).

2) Metodi per migliorare il ricordo di nomi

I nomi sono elementi difficili da ricordare, in particolare se hanno una natura astratta. Vengono usate molte tecniche per migliorare il ricordo dei nomi (Higbee, 1988), ne esistono di più complesse, come ad esempio quelle che si basano sulla trasformazione delle immagini, e di più semplici. Tra quelle complesse rientrano le mnemotecniche facce-nomi usata da Yesavage (1983), composta da tre fasi:
a) scegliere una caratteristica rilevante del volto;
b) mettere in atto una concreta trasformazione in immagine del nome della persona;
c) formare un’immagine visiva interattiva collegando la trasformazione del nome alla caratteristica facciale prominente.

È un metodo che richiede un notevole dispendio cognitivo, ma esistono anche dei modi per semplificarlo senza comprometterne l’efficacia, come ad esempio usare solo la fase b), privilegiando quindi l’elaborazione del nome e la sua trasformazione in una rappresentazione visiva.

Sempre per diminuire la richiesta di risorse cognitive, si usano sia strategie che elaborano i nomi da ricordare associandoli a conoscenze pregresse, come ad esempio pensare a qualcuno di conosciuto con lo stesso nome, sia la tecnica “spaced retrieval”: si ripete il nome da ricordare aumentando di volta in volta l’intervallo tra una ripetizione e l’altra.

Messaggio pubblicitario3) Metodi per migliorare il ricordo di numeri

Una mnemotecnica tra le più conosciute per ricordare i numeri è il sistema numero-consonante (Higbee, 1988), simile al metodo dei loci. È composto da quattro fasi:
a) memorizzare una serie di coppie cifra-consonante (ad esempio 1=T o D; 5=L; 9=P o B) fino a che non sia super-appresa e automatica;
b) trasformare la stringa di numeri da ricordare in una sequenza di consonanti alla quale unire vocali per formare una parola;
c) memorizzare la parola formata;
d) trasformare la parola nella stringa originale di numeri.

Strategie come questa possono essere utili per codici che non vengono usati ogni giorno, perché quando l’uso è quotidiano il codice viene super-appreso e automatizzato rendendo superflua la necessità di un’elaborazione complessa.

Una delle critiche più frequenti rivolta all’uso delle mnemotecniche più complesse (come il metodo dei loci o quello facce-nomi) si centra sulla difficoltà di applicazione in situazioni quotidiane perché molto articolate, tanto da risultare a volte anche inappropriate; ma è anche vero che l’uso sistematico di queste strategie consente di ottenere in breve tempo miglioramenti nelle performance di memoria.

Bibliografia

  • Higbee, K. L. (1988). Your memory: how it works and how to improve it. New York: Paragon House.
  • Hill, R. D., Bäckman, L. e Stigsdotter Neely, A. (2000), Cognitive Rehabilitation in Old Age. Oxford: Oxford University Press.
  • Intons-Peterson, M. J. e Fournier, J. (1986). External and internal memory aids: when and how often do we use them? Journal of Experimental Psychology: General, 115, 267-280.
  • Lorayne, E. E. e Lucas, J. (1974). The memory book. New York: Stein & Day.
  • Stigsdotter Neely, A. e Bäckam, L. (1993b). Maintenance of gains following multifactorial and unifactorial memory training in late adulthood. Educational Gerontology, 19, 105-117.
  • Yates, F. A. (1966). The art of memory. London: Routledge.
  • Yesavage, J. A. (1983). Imagery pretraining and memory training in the elderly. Gerontology, 29, 271-275.
    Per saperne di più: https://www.stateofmind.it/2017/04/mnemotecniche-migliorano-memoria/  (Francesca Soresi)