La chiacchiera….

Il senso di colpa che proviamo per aver compiuto qualcosa che non avremmo dovuto fare  si attiva generalmente da quella che possiamo definire la chiacchiera . la chiacchiera è il modo comune di valutare senza ragionare , è come usare un giudizio già confezionato, per cui non  si considera la reale esperienza osservata, non si verifica ciò che è veramente accaduto: essa elimina dall’esistenza la necessità di comprendere la realtà attraverso una personale capacità valutativa.

Nella dimensione psicologica della “chiacchiera”, l’individuo come tale, ossia come portatore di un’esperienza del tutto singolare e di una modalità di comprensione diversa da quella degli altri, non può essere valutato per quello che è; anzi, sulla base della chiacchiera che lo ha pre-giudicato secondo il criterio di ciò che si dovrebbe essere, egli è considerato nulla.

(Carotenuto A.)

psicologa a bologna gabriella castagnoli

Vivere consapevolmente

Bisogna avere l’audacia di vivere consapevolmente anche la propria Ombra , sapendo che in tal modo un’esistenza è più completa e più ricca di quanto lo sarebbe nel rispetto delle regole collettive, che sono strutturate in modo tale da neutralizzare la dimensione più segreta, più specifica di un individuo. Se non si accetta e non si realizza la propria completezza, si commette un vero e proprio peccato verso se stessi, un peccato che non potrà mai esser perdonato. La domanda fondamentale che dovremmo porci per fare un  bilancio della nostra esistenza è:

” Ho vissuto come realmente ero?” Se non posso rispondere di “sì”, in realtà non ho vissuto, perché ho mutuato una modalità di esistenza non mia. Mai come in questo caso “il fatto che sia morto non significa che sia vissuto” (Lec Pensieri spettinati).

(Carotenuto A. )

psicologa a bologna gabriella castagnoli

LUOGO —- NON LUOGO

LUOGO come indicato da Cantes, Bonnes, Secchiaroli quale unità in cui le persone mettono in atto differenti percorsi di azioni dirette verso obiettivi all’interno di un contesto (costituito da attributi fisici e delle rappresentazioni che le persone costruiscono degli stessi) in cui altre persone perseguono altri obiettivi condividendo gli stessi significati del luogo in cui le azioni si svolgono. dunque il luogo del senso inscritto e simboleggiato, il luogo antropologico

NON LUOGO quegli spazi  costituiti in rapporto a certi fini (trasporto, transito, commercio, tempo libero) e il rapporto che gli individui intrattengono con quegli spazi.                                 (M. Augè)

STANZA DEL SILENZIO E/O DEI CULTI: chi la usa?

La Sala è aperta alle persone, intese come individui, familiari e gruppi legittimati a:

  1. vivere il lutto e i suoi rituali

  2. incontrare l’altro culturale

  3. diventare “attori”, ovvero capaci individualmente e collettivamente di generare ed esprimere pensieri, comportamenti e riti utili alla vita e rivitalizzazione del contesto di appartenenza.

STANZA DEL SILENZIO E/O DEI CULTI: di cosa si tratta?

  • La Sala del Silenzio è prima di tutto un LUOGO.
  • NON SOSTITUISCE una chiesa, una moschea o altro luogo di culto, ma è piuttosto un luogo studiato per permettere riparo e conforto a chi, trovandosi in ospedale (o in aeroporto, in stazione, ecc.) senta bisogno di raccoglimento, quiete o preghiera. Esso può certamente avere un certo senso di solennità ma senza alcun carattere di sacralità.
  • In questo luogo è possibile sentirsi “a casa” nel mondo perché esso è capace di offrire riparo ed espressione a ciò che sentiamo di fronte all’inatteso, umanizzando e costruendo ciò che ci appartiene.
  • In tal senso la Sala del Silenzio e/o dei Culti è concepita nel suo modello di base quale luogo e dispositivo flessibile e poliedrico, atto a dare espressione e valorizzare le diverse esperienze umane.

STANZA DEL SILENZIO E/O DEI CULTI DI BOLOGNA

  • Comitato di Bologna: si è costituito nel Luglio 2016 e rappresenta un nodo del Comitato Nazionale (rete leggera impegnata su tutte le tematiche relative il dispositivo “Stanza” alla quale attualmente aderiscono professionisti afferenti a diverse aree di interesse: sociale, sanitaria, antropologica, sociologica, psicologica, giuridica, architettura).

Coordinamento Nazionale :

dr. Alessandro Bonardi – bonardialessandro@libero.it

Comitato di Bologna:

dr.ssa Marina Pirazzi – Sociologa

arch.  Flavio Gardini –  Architetto

dr.ssa Gabriella Castagnoli – Psicologa Mediatrice familiare Terapeuta Espressiva

  dr.ssa Eliana Di Tillo – Psicologa

email: stanza.silenzio.bologna@gmail.com

STILI CONFLITTUALI

  • DISTRUTTIVO : manipolazione, dominio, violenza e attacco

 

  • EVITANTE : tentativo di affrontare il problema evitandolo, eliminando così il limite , la difficoltà e le complicazioni

  • COSTRUTTIVO : ascolto, impegno, negoziazione