Distanza pubblica

All’interno della funzione di comunicazione e regolazione dello spazio personale, dopo aver parlato di distanza intima, personale e sociale, parliamo di distanza pubblica.

La distanza pubblica , tra i 3 e i 6 metri, è quella che si mette in genere tra sconosciuti che non hanno intenzione di interagire fra loro. In caso di pericolo, permette la fuga e l’evitamento.  Nella nostra società può essere utilizzata  come segno di rispetto nei confronti di una persona particolarmente importante come se le stessimo riconoscendo il diritto a un maggiore spazio personale.

 

Distanza intima

A proposito di regolazione  e comunicazione dell’intimità, vorrei introdurre alcuni concetti che mi paiono di una certa rilevanza di questi tempi. Incominciamo da cosa intendiamo per distanza intima:

La distanza intima , definita tra i 15 e 45 centimetri, è quella in cui vediamo quasi solo la faccia del nostro interlocutore, è quella che usiamo nei rapporti personali più stretti e nei momenti di maggiore vicinanza anche psicologica . Anche il tatto e l’olfatto ,a questa distanza, possono servire alla comunicazione.  Si può parlare sottovoce o all’orecchio. In alcune culture è sconveniente tenerla in pubblico

Distanza Personale

Dopo aver parlato della distanza intima, parliamo dell’importanza della distanza personale quale funzione di comunicazione e regolazione dello spazio personale (Hall,1966).

La distanza personale, trai 45 e i 120 centimetri, è quella della conversazione normale in cui si può guardare più per esteso ma mento in dettaglio. Ci si può ancora toccare ma più da lontano. 

infantile …. adulto…

Il bambino non è in grado , strutturalmente, di capire e realizzare la presa di distanza dalle situazioni esterne  che sono determinate arbitrariamente dalla vita. Per cui noi consideriamo infantile una persona che sia costantemente condizionata dai fatti esterni. La dimensione infantile si riconosce dalla velocità delle risposta allo stimolo, intendo quest’ultimo nel senso più ampio. Quanto più rapida è la reazione, quanto minore è la durata della mediazione tra ciò che proviene dall’esterno e la nostra risposta, tanto più ci comportiamo secondo un modulo tipicamente primitivo.  Il comportamento dell’adulto, invece, si caratterizza proprio per il tempo di elaborazione necessario per agire adeguatamente e non limitarsi a reagire. Tutto questo è frutto di un lavoro personale tesa ad affrontare il mondo esterno e le parti inconsce della psiche per creare una nuova struttura psicologica, che in psicologia chiamiamo “Sé”: ossia la dimensione psicologica più elevata , che contiene non solo gli aspetti consapevoli della nostra esistenza ma anche quelli inconsci.

 

(Carotenuto A.)

 

psicologa a bologna gabriella castagnoli

 

La chiacchiera….

Il senso di colpa che proviamo per aver compiuto qualcosa che non avremmo dovuto fare  si attiva generalmente da quella che possiamo definire la chiacchiera . la chiacchiera è il modo comune di valutare senza ragionare , è come usare un giudizio già confezionato, per cui non  si considera la reale esperienza osservata, non si verifica ciò che è veramente accaduto: essa elimina dall’esistenza la necessità di comprendere la realtà attraverso una personale capacità valutativa.

Nella dimensione psicologica della “chiacchiera”, l’individuo come tale, ossia come portatore di un’esperienza del tutto singolare e di una modalità di comprensione diversa da quella degli altri, non può essere valutato per quello che è; anzi, sulla base della chiacchiera che lo ha pre-giudicato secondo il criterio di ciò che si dovrebbe essere, egli è considerato nulla.

(Carotenuto A.)

psicologa a bologna gabriella castagnoli