INTERAGIRE IN GRUPPI ETEROGENI

Mettere gli studenti in gruppo è un primo passo  per sviluppare la competenza di lavorare in gruppi, ma non è sufficiente.

Devono essere presenti le seguenti caratteristiche specifiche e fondamentali :

1 – INTERDIPENDENZA POSITIVA

2 – INTERAZIONE FACCIA A FACCIA

3 – RESPONSABILITÀ INDIVIDUALE

4 – INSEGNAMENTO E USO DI COMPETENZE SOCIALI

5 – VALUTAZIONE DEL LAVORO SVOLTO

GRUPPO DI LAVORO …. Lavoro di gruppo….

GRUPPO DI LAVORO…..

Un gruppo di lavoro è costituito da un insieme di individui che interagiscono tra loro con una certa regolarità – nella consapevolezza di dipendere l’uno dall’altro – di condividere gli stessi obiettivi e gli stessi compiti – ognuno svolge un ruolo specifico e riconosciuto – si basa sulla circolarità della comunicazione – deve esserci un buon “clima” emotivo relazionale – tenendo come obiettivo lo sviluppo dei singoli componenti e del gruppo stesso.

LAVORO DI GRUPPO ….

Il gruppo costituisce una dimensione per comunicare, apprendere e produrre. La dimensione ottimale deve essere: – stabilita volta a volta – verificando la sua funzionalità rispetto agli scopi che si vogliono raggiungere. Funzioni: -tende a creare condizioni favorevoli per lo sviluppo delle singole individualità – promuove il raggiungimento di competenze spendibili all’interno dell’ambiente sociale oltre che scolastico .

Mappa cognitiva

Cos è? La rappresentazione interna  che ci facciamo di un ambiente , delle strade che possiamo prendere per percorrerlo, dei suoi elementi percettivamente più rilevanti, degli oggetti che possono essere utili per i nostri scopi e di quelli che possono metterci in pericolo o ostacolarci.      

Cosa serve? ha la funzione di dare senso alla complessità delle informazioni ambientali  e di permettere alcuni comportamenti spaziali dell’individuo e i suo uso dell’ambiente.

Distanza pubblica

All’interno della funzione di comunicazione e regolazione dello spazio personale, dopo aver parlato di distanza intima, personale e sociale, parliamo di distanza pubblica.

La distanza pubblica , tra i 3 e i 6 metri, è quella che si mette in genere tra sconosciuti che non hanno intenzione di interagire fra loro. In caso di pericolo, permette la fuga e l’evitamento.  Nella nostra società può essere utilizzata  come segno di rispetto nei confronti di una persona particolarmente importante come se le stessimo riconoscendo il diritto a un maggiore spazio personale.

 

Distanza intima

A proposito di regolazione  e comunicazione dell’intimità, vorrei introdurre alcuni concetti che mi paiono di una certa rilevanza di questi tempi. Incominciamo da cosa intendiamo per distanza intima:

La distanza intima , definita tra i 15 e 45 centimetri, è quella in cui vediamo quasi solo la faccia del nostro interlocutore, è quella che usiamo nei rapporti personali più stretti e nei momenti di maggiore vicinanza anche psicologica . Anche il tatto e l’olfatto ,a questa distanza, possono servire alla comunicazione.  Si può parlare sottovoce o all’orecchio. In alcune culture è sconveniente tenerla in pubblico

Distanza Personale

Dopo aver parlato della distanza intima, parliamo dell’importanza della distanza personale quale funzione di comunicazione e regolazione dello spazio personale (Hall,1966).

La distanza personale, trai 45 e i 120 centimetri, è quella della conversazione normale in cui si può guardare più per esteso ma mento in dettaglio. Ci si può ancora toccare ma più da lontano.