STANZA DEL SILENZIO E/O DEI CULTI DI BOLOGNA

  • Comitato di Bologna: si è costituito nel Luglio 2016 e rappresenta un nodo del Comitato Nazionale (rete leggera impegnata su tutte le tematiche relative il dispositivo “Stanza” alla quale attualmente aderiscono professionisti afferenti a diverse aree di interesse: sociale, sanitaria, antropologica, sociologica, psicologica, giuridica, architettura).

Coordinamento Nazionale :

dr. Alessandro Bonardi – bonardialessandro@libero.it

Comitato di Bologna:

dr.ssa Marina Pirazzi – Sociologa

arch.  Flavio Gardini –  Architetto

dr.ssa Gabriella Castagnoli – Psicologa Mediatrice familiare Terapeuta Espressiva

  dr.ssa Eliana Di Tillo – Psicologa

email: stanza.silenzio.bologna@gmail.com

STILI CONFLITTUALI

  • DISTRUTTIVO : manipolazione, dominio, violenza e attacco

 

  • EVITANTE : tentativo di affrontare il problema evitandolo, eliminando così il limite , la difficoltà e le complicazioni

  • COSTRUTTIVO : ascolto, impegno, negoziazione

 

IL CONFLITTO COME PROCESSO EVOLUTIVO: le risorse….

  • COMUNICAZIONE::: miglioramento della comunicazione e   apprendimento modalità comunicative

  • EMERSIONE: una contrapposizione diventa manifesta e viene rivendicata a pieno diritto e con essa emergono pensieri ed emozioni altrimenti latenti e, in quanto tali, pericolosi per la relazione

  • AUTONOMIA: affermazione e rivendicazione della differenza e della distanza

  • APPRENDIMENTO: di modalità relazionali funzionali a una buona manutenzione della relazione

  • CRESCITA: funzionale al processo di individuazione e al riconoscimento delle differenze.

mediazione separazione gabriella castagnoli

 

il conflitto cos’è ? e la violenza?

IL CONFLITTO

NON È                     sinonimo di VIOLENZA, GUERRA

E’                             sinonimo di DISACCORDO,CONTRASTO

       mediazione separazione gabriella castagnoli

                     CONFLITTO      O       VIOLENZA?

                             Come riconoscerli

                                  CONFLITTO                 VIOLENZA

Relazione                                                Sì                                         No

Competenza relazionale                                                                 No

L’Altro                                         Riconosciuto                                    Alienato

Reversibilità                                                                                       No

Criticità                                            Presenti                             Rimosse

Problema                                   Affrontato                                  Eliminato

Perché fare un contratto nella mediazione familiare?

Il contratto è elemento centrale e obiettivo del percorso di mediazione familiare la cui  funzione principale  è quella di andare a delimitare uno spazio in cui far gestire da un terzo, incaricato e riconosciuto, il conflitto esistente , poiché le parti scelgono e non sono obbligate , a fare la mediazione.

Inoltre si dichiarano interessate entrambi a trovare un accordo. In un certo senso si assumono la responsabilità di ricercare un  accordo.

Una volta trovato l’accoro si impegnano ad applicarlo e rispettarlo. (G. Francini)

                                 mediazione separazione gabriella castagnoli 

 

 

 

 

IL CONTRATTO NELLA MEDIAZIONE FAMILIARE

Al termine del percorso di mediazione familiare il contratto  raccoglierà tutti gli obiettivi e gli accordi fissati durante il processo di mediazione, riguardanti i figli ed i beni patrimoniali.

Quindi l’obiettivo centrale del contratto è:

rinforzare la responsabilizzazione delle parti e restituire loro la competenza di scegliere, impegnarsi ed assumersi responsabilità.

Il contratto sarà poi sancito dall’autorità giudiziaria e quindi servirà da guida a cui attenersi per le  entrambe le parti che lo dovranno sottoscrivere, davanti al  mediatore , prima , col giudice  poi.                                                          (G. Francini)

              mediazione separazione gabriella castagnoli

 

 

LE MAPPE CONCETTUALI: perché, quando, come

A COSA SERVE :  per orientarti in un percorso (mappa del tesoro, mappa di un parco, mappa di una città,…)costruirsi una mappa delle conoscenze, delle idee – chiave

e di tutti i POSSIBILI COLLEGAMENTI fra i concetti.

QUANDO COSTRUIRE UNA MAPPA?

Bisogna conoscere perfettamente la zona da rappresentare: come potresti disegnare la mappa di un parco…se non lo conosci e se non hai provato a percorrerlo e ad attraversarlo? quando hai già raccolto le idee – chiave

e i concetti fondamentali.

METODO DI STUDIO GABRIELLA CASTAGNOLI