Vivere consapevolmente

Bisogna avere l’audacia di vivere consapevolmente anche la propria Ombra , sapendo che in tal modo un’esistenza è più completa e più ricca di quanto lo sarebbe nel rispetto delle regole collettive, che sono strutturate in modo tale da neutralizzare la dimensione più segreta, più specifica di un individuo. Se non si accetta e non si realizza la propria completezza, si commette un vero e proprio peccato verso se stessi, un peccato che non potrà mai esser perdonato. La domanda fondamentale che dovremmo porci per fare un  bilancio della nostra esistenza è:

” Ho vissuto come realmente ero?” Se non posso rispondere di “sì”, in realtà non ho vissuto, perché ho mutuato una modalità di esistenza non mia. Mai come in questo caso “il fatto che sia morto non significa che sia vissuto” (Lec Pensieri spettinati).

(Carotenuto A. )

psicologa a bologna gabriella castagnoli

STANZA DEL SILENZIO E/O DEI CULTI: chi la usa?

La Sala è aperta alle persone, intese come individui, familiari e gruppi legittimati a:

  1. vivere il lutto e i suoi rituali

  2. incontrare l’altro culturale

  3. diventare “attori”, ovvero capaci individualmente e collettivamente di generare ed esprimere pensieri, comportamenti e riti utili alla vita e rivitalizzazione del contesto di appartenenza.

STANZA DEL SILENZIO E/O DEI CULTI DI BOLOGNA

  • Comitato di Bologna: si è costituito nel Luglio 2016 e rappresenta un nodo del Comitato Nazionale (rete leggera impegnata su tutte le tematiche relative il dispositivo “Stanza” alla quale attualmente aderiscono professionisti afferenti a diverse aree di interesse: sociale, sanitaria, antropologica, sociologica, psicologica, giuridica, architettura).

Coordinamento Nazionale :

dr. Alessandro Bonardi – bonardialessandro@libero.it

Comitato di Bologna:

dr.ssa Marina Pirazzi – Sociologa

arch.  Flavio Gardini –  Architetto

dr.ssa Gabriella Castagnoli – Psicologa Mediatrice familiare Terapeuta Espressiva

  dr.ssa Eliana Di Tillo – Psicologa

email: stanza.silenzio.bologna@gmail.com

STILI CONFLITTUALI

  • DISTRUTTIVO : manipolazione, dominio, violenza e attacco

 

  • EVITANTE : tentativo di affrontare il problema evitandolo, eliminando così il limite , la difficoltà e le complicazioni

  • COSTRUTTIVO : ascolto, impegno, negoziazione

 

IL CONFLITTO COME PROCESSO EVOLUTIVO: le risorse….

  • COMUNICAZIONE::: miglioramento della comunicazione e   apprendimento modalità comunicative

  • EMERSIONE: una contrapposizione diventa manifesta e viene rivendicata a pieno diritto e con essa emergono pensieri ed emozioni altrimenti latenti e, in quanto tali, pericolosi per la relazione

  • AUTONOMIA: affermazione e rivendicazione della differenza e della distanza

  • APPRENDIMENTO: di modalità relazionali funzionali a una buona manutenzione della relazione

  • CRESCITA: funzionale al processo di individuazione e al riconoscimento delle differenze.

mediazione separazione gabriella castagnoli

 

il conflitto cos’è ? e la violenza?

IL CONFLITTO

NON È                     sinonimo di VIOLENZA, GUERRA

E’                             sinonimo di DISACCORDO,CONTRASTO

       mediazione separazione gabriella castagnoli

                     CONFLITTO      O       VIOLENZA?

                             Come riconoscerli

                                  CONFLITTO                 VIOLENZA

Relazione                                                Sì                                         No

Competenza relazionale                                                                 No

L’Altro                                         Riconosciuto                                    Alienato

Reversibilità                                                                                       No

Criticità                                            Presenti                             Rimosse

Problema                                   Affrontato                                  Eliminato

Perché fare un contratto nella mediazione familiare?

Il contratto è elemento centrale e obiettivo del percorso di mediazione familiare la cui  funzione principale  è quella di andare a delimitare uno spazio in cui far gestire da un terzo, incaricato e riconosciuto, il conflitto esistente , poiché le parti scelgono e non sono obbligate , a fare la mediazione.

Inoltre si dichiarano interessate entrambi a trovare un accordo. In un certo senso si assumono la responsabilità di ricercare un  accordo.

Una volta trovato l’accoro si impegnano ad applicarlo e rispettarlo. (G. Francini)

                                 mediazione separazione gabriella castagnoli