Mappa cognitiva

Cos è? La rappresentazione interna  che ci facciamo di un ambiente , delle strade che possiamo prendere per percorrerlo, dei suoi elementi percettivamente più rilevanti, degli oggetti che possono essere utili per i nostri scopi e di quelli che possono metterci in pericolo o ostacolarci.      

Cosa serve? ha la funzione di dare senso alla complessità delle informazioni ambientali  e di permettere alcuni comportamenti spaziali dell’individuo e i suo uso dell’ambiente.

Distanza sociale

Dopo la distanza intima e quella personale, parliamo della distanza sociale.

La distanza sociale, tra i 120 e i 360 centimetri, è quella delle interazioni più formali , ad esempio nel lavoro. Con questa distanza si usa in genere un tono di voce più alto e i dettagli del viso e dell’espressione dell’interlocutore sono meno facilmente visibili.

Attaccamento ai luoghi

Ripartendo dal concetto di ambiente  di Winnicot e dall’importanza da lui attribuita anche alle caratteristiche fisico-spaziali dell’ambiente di accudimento, possiamo dire con le parole di M.R. Baroni che ambiente umano e ambiente non umano mantengono una profonda analogia anche per la vita affettiva degli adulti, fino a dare vita a un “attaccamento ai luoghi” (Altman e Low,1992), che ha, nelle diverse fasi della vita, radici e modalità di espressione simili a quelle dell’attaccamento alle persone.

Ambiente: di cosa parliamo?

Troviamo le radici del nostro pensiero sugli aspetti affettivi della relazione uomo-ambiente in Winnicot . In particolare nella sua definizione di assistenza di un bambino  nei primi mesi/anni di vita. Winnicot lo definisce “fornirgli un ambiente favorevole per la salute mentale  e per lo sviluppo affettivo dell’individuo” . Parla anche di madre-ambiente  in relazione ai bisogni del bambino e al suo accudimento che assume particolare importanza rispetto alla psicologia ambientale nella citazione e ne richiami anche agli aspetti fisico-spaziali dell’ambiente. Da principio il bambino è “un abitante nel corpo della madre e poi nelle sue braccia e infine nella casa fornita dai genitori”.Per il bambino l’ambiente è essenzialmente un ambiente umano ma “l’uso che il bambino fa dell’ambiente non umano  dipende dall’uso da lui fatto in precedenza dell’ambiente umano”(The maturation process and the faciliting environment.Studies in the theory of emotional development Winnicot,1965)o   

Vivere consapevolmente

Bisogna avere l’audacia di vivere consapevolmente anche la propria Ombra , sapendo che in tal modo un’esistenza è più completa e più ricca di quanto lo sarebbe nel rispetto delle regole collettive, che sono strutturate in modo tale da neutralizzare la dimensione più segreta, più specifica di un individuo. Se non si accetta e non si realizza la propria completezza, si commette un vero e proprio peccato verso se stessi, un peccato che non potrà mai esser perdonato. La domanda fondamentale che dovremmo porci per fare un  bilancio della nostra esistenza è:

” Ho vissuto come realmente ero?” Se non posso rispondere di “sì”, in realtà non ho vissuto, perché ho mutuato una modalità di esistenza non mia. Mai come in questo caso “il fatto che sia morto non significa che sia vissuto” (Lec Pensieri spettinati).

(Carotenuto A. )

psicologa a bologna gabriella castagnoli

STANZA DEL SILENZIO E/O DEI CULTI: chi la usa?

La Sala è aperta alle persone, intese come individui, familiari e gruppi legittimati a:

  1. vivere il lutto e i suoi rituali

  2. incontrare l’altro culturale

  3. diventare “attori”, ovvero capaci individualmente e collettivamente di generare ed esprimere pensieri, comportamenti e riti utili alla vita e rivitalizzazione del contesto di appartenenza.