“Educhiamo i figli ad essere onesti, non furbi“ (Tiziano Terzani)

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Questo brano è tratto dall’Apologo sull’onestà nel paese dei corrotti, articolo di Italo Calvino pubblicato nel marzo 1980 sulle pagine della Repubblica. Nelle parole di Calvino – con tutta l’amarezza di un intellettuale che ha assistito a una delle pagine più tristi della storia socio-politica italiana – si ritrova il senso profondo dell’onestà: l’abito mentale di chi vive serenamente al di là della ricchezza.

APOLOGO SULL’ONESTÀ NEL PAESE DEI CORROTTI

“Avrebbero potuto dunque dirsi unanimemente felici, gli abitanti di quel paese (l’Italia, ndr), non fosse stato per una pur sempre numerosa categoria di cittadini cui non si sapeva quale ruolo attribuire: gli onesti.

Erano costoro onesti non per qualche speciale ragione (non potevano richiamarsi a grandi principi, né patriottici né sociali né religiosi, che non avevano più corso), erano onesti per abitudine mentale, condizionamento caratteriale, tic nervoso. Insomma non potevano farci niente se erano così, se le cose che stavano…

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