ORGOGLIO e VERGOGNA

  Alla luce dei continui fatti che affollano le nostre quotidiane cronache ,dopo aver definito l’umiliazione , definiamo la vergogna  con le parole di Wurmser (1981):

la vergogna è l’angoscia provocata dall’esposizione improvvisa all’osservazione altrui che segnala il pericolo di un rifiuto sprezzante” . Un segnale dunque intra e inter soggettivo , con funzione comunicativa, del fatto che si è subita, o si sta per subire , un’umiliazione, ed insieme una reazione ad essa. Ad essa corrisponde il dileggio, la derisione, il disprezzo , il compatimento e commiserazione da parte dell’altro (un altro, degli altri e anche di sé stessi) e questi comportamenti mirano a determinare una situazione di umiliazione, nella quale una persona è ridotta a posizione inferiore.

Il contrario della vergogna è l’orgoglio (Sartre 1943, Lewis 1971) al quale corrispondono ammirazione, apprezzamento, approvazione o anche solo accettazione da parte dell’altro e questo comportamenti determinano una situazione , al limite, di trionfo. Ma questo trionfo può essere dato anche  dall’umiliare l’altro: così vergogna e orgoglio, segnali rispettivamente che l’amor proprio è stato ferito o è stato esaltato, sono necessariamente connessi alla relazione intersoggettiva asimmetrica dell’umiliazione-trionfo ( Battacchi, Codispoti ,1992).

psicologa a bologna gabriella castagnoli

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